Seta a Rimini e in Valmarecchia: da un libro ad una realtà

L’allevamento del baco da seta come la produzione, lavorazione e commercializzazione del filo di seta, una vocazione del territorio riminese fino ad ora assolutamente sconosciuta, sono descritti nel libro di Cristina Ravara Montebelli, Le vie della seta a Rimini. Artefici e luoghi produttivi (XVI-XIX secolo) edito da Bookstones e sponsorizzato dal ricamificio PuntoArt.

 

La ricerca

Lo studio, che s’inserisce nell’ambito del progetto Patrimonio Culturale a Rimini e in Romagna: Archivi per il Fashion e la Moda tra Ottocento e Novecento (promosso dal Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Campus di Rimini, Università di Bologna) prende in esame le fonti archivistiche, per ricostruire fasi di sviluppo di una attività economica di primaria importanza per la città di Rimini e per il suo territorio, a partire dal primo trattato sull’argomento in lingua italiana, Il vermicello dalla seta, scritto da Corsuccio di Sassocorvaro ed editato a Rimini nel 1581.

Non è solo storia, ma oggi questa è anche una realtà: la riscoperta di un’importante risorsa economica ed agricola del nostro territorio.

 

Il gruppo di lavoro

Dal 2015, quando è stato realizzato un convegno a Maiolo per sensibilizzare l’Unione dei Comuni su queste tematiche, c’è un gruppo di lavoro che riunisce varie competenze, con capofila Gianfranco Borghesi, per promuovere l’allevamento del baco da seta in Valmarecchia.

Nel maggio di quest’anno, presso l’abitazione di Borghesi, c’è stata la prima produzione di bozzoli nella Valmarecchia dal dopoguerra, in collaborazione con il CRA-API di Padova (Unità di Ricerca di Apicoltura e Bachicoltura), in particolare con la sua responsabile, Silvia Cappellozza, ormai l’unica struttura bacologica rimasta in Europa.

Questa sperimentazione è funzionale alla creazione di un modello, che altri agricoltori del territorio possano in futuro seguire.

 

Il parco serico

Un altro importante punto di riferimento per la riscoperta dell’allevamento del baco da seta è il Parco serico “Glauco Reali”, sorto nel 2013 da un’idea dell’agronomo Luca Corelli, suo attuale responsabile, in un luogo incontaminato della Valle del fiume Uso, Pietra dell’Uso di Sogliano al Rubicone.

Con i fondi GAL Altraromagna, in particolare la misura per incentivare le attività turistiche, Luca Corelli e l’architetto Giulia Rossi hanno potuto far restaurare un’antica chiesina sconsacrata all’interno di un piccolo cimitero in disuso e recintato, dove attualmente si sta apprestando una banca biologica del gelso, ma è già in programma di attingere ad altri fondi per restaurare le vicine scuole ed avere locali idonei all’allevamento del baco da seta ed alla attività didattica.

 

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