Consulenza per la creazione e gestione di archivi digitali della moda

 

Da un case history ad una proposta innovativa per le aziende del fashion e della moda:

la digitalizzazione degli archivi.

 

 

presentazione progetto archivi moda

Dal 2012 Cristina Ravara è ideatrice, insieme alla coordinatrice prof.ssa Daniela Calanca (Università di Bologna, Campus di Rimini), e responsabile operativa del Progetto “Patrimonio culturale in Romagna: archivi storici per il fashion e la moda tra Ottocento e Novecento”, nell’ambito del quale ha coordinato il lavoro di 4 tirocinanti (Corsi di Culture e Tecniche della Moda e Conservazione Beni Culturali), svolto presso l’Archivio di Stato di Rimini: sono stati interamente visionati i documenti di 7 notai, per un totale di 150 volumi (1827-1915).

 

Il fondo notarile è uno dei tanti, in cui ha condotto le sue ricerche sull’esistenza di filatoi e filande di seta a Rimini fra XVI e XXLe vie della seta a Rimini secolo. Lo studio, totalmente inedito, le ha permesso di localizzare a Rimini almeno 8 filande e di ricostruirne la storia, fino alla pubblicazione, nel dicembre del 2014, di un volume con i primi risultati di un’indagine tuttora in corso (Le vie della seta a Rimini. Artefici e luoghi produttivi (XVI-XX sec.), Bookstones 2014).

La pubblicazione del suo volume, in questi tempi difficili per l’editoria nazionale, si è resa possibile grazie al generoso contributo del titolare dell’azienda PuntoArt, Paolo Raggini, che ha così ancorato la sua realtà imprenditoriale di ricamificio e laboratorio creativo del lusso, ad una salda e antica tradizione del territorio.

L’azienda PuntoArt, è stata il campo di prova di un’altra importante esperienza nell’ambito del Progetto: il riordino, l’inventariazione e la catalogazione di un archivio di campionario contemporaneo, secondo criteri e buone pratiche utilizzate normalmente per gli archivi storici, in funzione della creazione di un archivio digitale e di un catalogo digitale. Nel 2013 il titolare, Paolo Raggini, ha manifestato a me ed a Daniela Calanca l’esigenza di riordinare il suo archivio di campionario contemporaneo e corrente.

 

Punto Art show room

Dopo l’inventario dei capi, si è proceduto alla definizione di una scheda tipologica adatta alla realizzazione del catalogo digitale, portato poi a compimento dalla dott.ssa Samanta Bruschi, da me individuata mentre svolgeva la tesi in archivistica informatica presso l’Archivio di Stato di Rimini ed oggi preziosa risorsa dell’azienda.

Infine, viste le esigenze di tutela e di valorizzazione non solo del materiale in sé, ma anche del lavoro svolto, che nel normale andamento dell’azienda rischiavano di essere compromesse, ha accolto la richiesta del titolare di studiare la riorganizzazione degli spazi dello showroom in funzione del nuovo riordino dell’archivio di campionario. Gli spunti emersi sono poi stati condivisi con il titolare e messi a disposizione dell’architetto, che ha realizzato l’attuale showroom.

Questa esperienza le ha permesso di offrire la sua consulenza ad altre aziende del settore moda e fashion ed attualmente si accinge ad iniziare l’ottimizzazione digitale dell’archivio di campionario (già riordinato ed inventariato) di un noto ricamificio di Forlì, nell’ambito di un piano formativo approvato.