Manifesti

I manifesti cartacei nell’era del digitale

 

Marketing culturale: i manifesti nell’era del digitale

 

Nell’era del digitale i manifesti cartacei hanno ancora il ruolo comunicativo di un tempo?

A detta dei giornali ed in particolare di un articolo del quotidiano economico Il Sole 24 ore “sono (quasi) tutti online”. L’articolo però è datato 26 febbraio 2018 e fotografa solo la situazione relativa alle plance vuote dei manifesti elettorali pochi giorni prima della tornata elettorale.

“I manifesti costano di più e garantiscono meno visibilità” riferisce ancora il giornalista “i post online sono gratuiti e si affacciano simultaneamente su un bacino di milioni di utenti. Ed è chiaro a quasi tutti i partiti che gli occhi dagli elettori vanno conquistati dal display degli smartphone con un bombardamento quotidiano di post su Facebook, “storie” su Instagram e video su YouTube”.

Sulla gratuità dei post su Facebook e quindi sul relativo “bombardamento quotidiano” nutriamo qualche dubbio, ma di certo i costi parametrati al bacino di utenti, favorisce il digitale.

 

manifesti elezioni

 

L’Inbound marketing ed i manifesti elettorali

 

Nell’articolo emerge addirittura che la strategia utilizzata è quella dell’Inbound marketing, benchè non sia chiamato con il suo nome: “In realtà il processo è più pervasivo, perché sfrutta in maniera esplicita la strategia pubblicitaria del marketing online: non è l’utente che incrocia il contenuto, ma il contenuto che rincorre l’utente”.

E’ il segno dei tempi, si darà e le tipografie avranno vita dura d’ora in poi.

Eppure quel “quasi tutti online” attira la nostra attenzione. I piccoli comuni infatti che hanno meno risorse da impiegare nella comunicazione tradizionale cartacea, quindi nei manifesti, continuano imperterriti ad affiggerli sulle plance comunali, non solo in occasione delle elezioni, ma anche per promuovere tutte le loro iniziative.

Le loro pagine Facebook istituzionali sono usate solo come bacheche, ma spesso poco aggiornate, quindi scarsamente seguite dai cittadini e le persone comunicano le problematiche nei gruppi, nella speranza che il sindaco legga i loro post.

E una famosa città turistica come Rimini ha affidato ai grandi cartelloni pubblicitari di Cattelan i suoi “Saluti da Rimini” e la comunicazione per i migliaia di turisti, già approdati in città è vero, ma che tornano a casa con questo bel ricordo di altri tempi.

 

manifesti Cattelan

 

Manifesti vs digitale

 

Nella contesa fra i manifesti e il digitale inseriamo un altro spunto di riflessione relativo alle infinite App che nascono ogni giorno per i più svariati impieghi.

Nel 2014 per le elezioni a Potenza era stata creata una App chiamata “PotenzaVota” per presentare candidati e liste con l’intento dichiarato di “[…] superare una volta per tutte il manifesto cartaceo come strumento di comunicazione, perchè poco dinamico e molto invasivo per l’ambiente”.

I promotori dello strumento digitale, si proponevano di “intercettare più facilmente nuovi target poco intercettabili dalla tradizionale comunicazione politica, quali i giovani dai 18 ai 25 anni”, ben conosci che però sarebbero state escluse altre fasce di utenza come gli anziani e tutti coloro che non accettano il digitale.

Questa App stranamente non ha avuto alcun successo e se la provate a cercate negli App store dei vostri cellulari, non la troverete e nulla di simile è stato più realizzato.

Una App come Live in Riviera di Tim San Marino invece può dare la giusta visibilità ad eventi promossi dai piccoli comuni, dalle istituzioni o dalle associazioni dell’entroterra che mai potrebbero godere della medesima visibilità utilizzando i manifesti.

 

Il profilo degli utenti online

 

I dati Audiweb dello scorso mese di marzo, analizzando il profilo degli utenti online, forniscono questi dati eloquenti: nel giorno medio era online il 45,2% degli uomini (12,6 milioni) e il 47,3% delle donne (12,8 milioni) e, più nel dettaglio, oltre il 60% della popolazione adulta tra i 18 e i 54 anni (il 65% dei 18-24enni, il 66% dei 24-34enni e il 62% dei 35-54enni).

Questi dati dimostrano chiaramente che oggi ci sono da intercettare non solo i giovani dai 18 ai 25, naturalmente più propensi all’attività online, ma anche un’ampia fascia fra i 24 e i 54 anni, che sta crescendo con analoghe percentuali.

Il paese è tecnologicamente pronto per farlo?

E pensare che al tempo dei romani i manifesti elettorali erano dipinti direttamente sui muri e quelli di Pompei sono rimasti intatti fino ad oggi!

Per nostra fortuna molti esemplari di manifesti cartacei realizzati dai più grandi artisti e grafici pubblicitari, nonostante la deperibilità del supporto, sono stati conservati in collezioni, archivi e musei d’impresa e/o digitalizzati.

Quanti però di quelli realizzati per promuovere i marchi delle aziende italiane saranno stati buttati nella carta straccia? Almeno la comunicazione online fornisce maggiori speranze di sopravvivenza.

 

manifesti borsalino

 

 

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