Abbiamo già analizzato insieme alcune tipologie di Museo d’Impresa:

Oggi affrontiamo la tipologia dei Musei d’Impresa delle bevande o bevarage, analizzando il caso della Casa Martini.

La sede dello storico stabilimento produttivo, proprio in questi giorni celebra il suo 60° anno dalla fondazione, avvenuta il 20 aprile 1961, e darà inizio a un calendario annuale di eventi, virtual tour, experience e appuntamenti che accompagneranno i visitatori alla scoperta del Museo d’Impresa, Casa Martini Musei.

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, Casa Martini ha organizzato una visita guidata in presenza o virtuale (in base alla situazione sanitaria da Covid-19) per svelare al pubblico l’ingrediente base dei suoi prodotti: il vino.

Il Brand Homes Manager, Marco Budano, ha dichiarato:

Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo, vogliamo continuare a rendere speciale questo luogo unico che rappresenta un pezzo importante di storia italiana. Per festeggiare questo importante compleanno abbiamo deciso di organizzare visite alle collezioni museali e allo stabilimento.

Un Museo d’Impresa che è anche il primo Museo del vino in Italia

Nel 1961, insieme alla Casa Martini era stato aperto anche il Museo Martini di Storia dell’Enologia: il primo Museo del vino aperto in Italia, rivolto non solo a:

  • celebrità
  • giornalisti
  • esperti del settore
  • clienti e partner

ma anche al largo pubblico interessato alla storia del vino tra il VII secolo a.C. e gli anni 20 del secolo scorso, quindi aperto a:

  • studenti
  • ricercatori
  • turisti
  • curiosi e appassionati.

Nel Museo, realizzato nelle cantine ottocentesche della palazzina storica di Martini a Pessione di Chieri (TO), si trova esposta una collezione di oltre 600 reperti ed oggetti, a partire dalle anfore e dagli enormi dolii romani per il trasporto e la conservazione del vino in tutto il Mediterraneo, passando dai torchi monumentali per la pigiatura delle uve, dai tini e dagli alambicchi, fino ad arrivare ai preziosi recipienti in argento o cristallo, per la conservazione del vino in epoche moderne.

La presenza di tanti oggetti archeologici e antichi ha reso necessario il coinvolgimento nell’allestimento della Soprintendenza Archeologica del Piemonte e il Museo è considerato ancora oggi uno dei più prestigiosi al mondo sul tema del vino.

Anna Scudellari, Heritage Curator del Museo, ha spiegato:

Il Museo racconta oltre 2.600 anni di storia enologica, che si fonde con le origini del vermouth e con il rito del banchetto come antica forma di socialità. Una testimonianza che passa attraverso la bellezza, l’arte, l’alto artigianato e gli strumenti della tradizione produttiva nel settore.

Casa Martini esempio di Museo d’Impresa e Museo tradizionale

La Casa Martini è un Museo d’Impresa particolare: unisce infatti alla collezione di materiali identitari dell’azienda, che ricostruisce e racconta la storia dell’azienda, quindi al Museo d’Impresa propriamente detto, un museo più tradizionale, caratterizzato da:

  • un tema, il vino
  • una raccolta o collezione di reperti e oggetti, acquisiti nel corso del tempo, che raccontano la storia del vino

I materiali sono disposti in 15 ambienti, secondo un ordinamento di tipo cronologico, e sono raggruppati in due sezioni ben distinte:

  1. Antica ed archeologica, con anfore, vasi, filtri, coppe potorie, databili dall’Antico Egitto fino alla tarda romanità
  2. Moderna con torchi, tini, alambicchi, contenitori in argento o cristallo, compresi cronologicamente fa il Seicento ed il Novecento.

L’ordinamento di un museo, sia esso tradizionale, d’impresa, etnografico o tematico, consiste nella scelta degli oggetti da esporre e la definizione dei criteri in base ai quali sono istituiti fra essi dei rapporti, create le sequenze cronologiche e tematiche e sviluppati i percorsi di lettura dei contenuti ad essi correlati.

L’allestimento di un museo invece concerne la presentazione di questi oggetti, di qualsiasi natura essi siano, opere d’arte di grandi artisti o semplici oggetti di uso quotidiano, nelle migliori condizioni di leggibilità, comprensione e valorizzazione in relazione con contenuti esplicativi ad essi connessi e compatibilmente con esigenze di:

  • sicurezza
  • conservazione
  • articolazione nello spazio
  • conoscitiva e visiva
  • godibilità estetica

In sintesi: l’ordinamento incide soprattutto sul livello conoscitivo della vista, l’allestimento invece sulla sua percezione visiva.

Musei d’Impresa e/o Musei tradizionali: principi di base

L’ordinamento di un museo, sia esso tradizionale, d’impresa, etnografico o tematico, consiste nella scelta degli oggetti da esporre e nella definizione dei criteri in base ai quali sono istituiti fra questi oggetti dei rapporti, sono create delle sequenze cronologiche e tematiche e sviluppati dei percorsi di lettura sia dell’oggetto che dei contenuti ad essi correlati.

L’allestimento di un museo invece concerne la presentazione di questi oggetti, di qualsiasi natura essi siano, opere d’arte di grandi artisti o semplici oggetti di uso quotidiano, nelle migliori condizioni di leggibilità, comprensione e valorizzazione, in relazione con i contenuti esplicativi e didascalici ad essi connessi e compatibilmente con esigenze di:

  • sicurezza
  • conservazione
  • articolazione nello spazio
  • conoscenza
  • visibilità
  • godibilità estetica

In sintesi: l’ordinamento incide soprattutto sul livello conoscitivo della vista, l’allestimento invece sulla sua percezione visiva.

L’esposizione è il rapporto che il museo stabilisce fra il pubblico e le opere, le quali devono essere organizzate sia concettualmente con l’ordinamento, che fisicamente con l’allestimento.

Questi due piani devono potersi integrare fin dall’inizio della progettualità, perché dalla loro coerenza dipende la qualità dell’esperienza che il visitatore farà nel museo.

Il famoso artista Paul Klee, in visita al Museo Nazionale Romano nel 1901 commentò entusiasta:

In nessun altro luogo le opere sono disposte in modo tanto ricercato. Le statue non sono collocate come birilli, ogni pezzo è al posto giusto

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