Marketing Culturale

 

Valorizzazione dei territori: Web Marketing culturale e Inbound Marketing

 

Il web marketing culturale è una delle armi principali che il nostro paese potrebbe utilizzare per intercettare i viaggiatori siano essi business che leisure.

Lo sviluppo commerciale dei territori non può prescindere dalla consapevolezza che non è più utile a nessuno combattere per strappare “la notte” o “il pasto” all’hotel o al ristorante vicini, da parte di un turista “povero” e che comunque è già acquisito come tale, perché di tipo abitudinario. Tale gioco è sicuramente a perdere, in una sorta di impoverimento del luoghi in cui avviene anche perché la leva sempre utilizzata dagli operatori commerciali è il prezzo e non la qualità o la differenziazione del servizio.

Da una mia recente ricerca ed analisi sul mercato turistico internazionale sono emersi due (mi limito per non tediarvi) clamorosi – perché sconosciuti a molti operatori – risultati:

  1. La spesa dei turisti stranieri in arrivo dall’Asia è il triplo di quella del turista medio.
  2. I flussi turistici sono previsti quasi raddoppiare fra il 2013 ed il 2030, passando da 1 a 1,8 miliardi di persone: di tali turisti, una percentuale molto consistente sarà data da quelli del punto 1

Fonte: dati World Turism Organization

Il settore già sconvolto dall’arrivo di internet ha visto abdicare completamente il ruolo proattivo dei nostri operatori, i quali hanno fatto la ricchezza di colossi quali Booking.com, Expedia ecc. affidando a loro una percentuale consistente del loro fatturato e di fatto le chiavi della propria attività, non essendo in grado di presentare al meglio la propria struttura e la località in cui sono siti. Molti degli operatori continuano ad operare con le logiche che li contraddistinguevano negli anni ’70, ’80 e ’90, non accorgendosi di quello che sta effettivamente accadendo.

Come creare quindi un percorso alternativo? Uno degli strumenti che si possono utilizzare è sicuramente l’Inbound Marketing, che portato nel settore turistico potrebbe agire come volano per intere comunità.

Con l’Inbound si vanno a comunicare le prerogative dei nostri territori, siano esse di tipo paesaggistico, culturale, enogastronomico ecc.

Abbiamo tanto da dire e comunicare ed i turisti stranieri vorrebbero sapere cosa possiamo offrire loro.

Faccio un esempio, la mia Start up innovativa si occupa di Web Marketing Culturale per la valorizzazione dei territori e recentemente ha partecipato attivamente ad un evento di rievocazione storica ed archeologia sperimentale, con la collaborazione di varie altre Start Up e patrocinio di Associazioni e Comuni (Cesena, Savignano sul Rubicone e Rimini): un gruppo di legionari della XIII legione, quella di Giulio Cesare, ha marcia sulla via Emilia tra Cesena e Rimini. Per organizzare tale evento, non abbiamo ricevuto nessun tipo di aiuto economico né dai Comuni, impegnati in altre tipologie di iniziative (principalmente in cui si mangia e si beve…) né da Società private locali, e non, che a vario titolo avrebbero potuto cavalcare l’iniziativa comunicativamente: per tale motivo la produzione scientifica del progetto (un libro bilingue inglese e italiano e un documentario) è rimandata ad una raccolta di crowdfunding su Kickstarter.

Alea iacta est e “crossing the Rubicon” sono ormai frasi entrate nel gergo comune ed usate internazionalmente in politica e nel mondo degli affari, come dimostrano le recenti dichiarazioni in merito alla Brexit.

Io che ho lavorato per tutta la promozione internazionale dell’evento sui Social Media e sto ancora lavorando sugli stessi per la buona riuscita della campagna Kickstarter, posso assicurare che all’estero ho ottenuto molti più riscontri che in Italia, lo dimostra il fatto che il nostro primo Backer/sostenitore è Giapponese.

Cosa si sarebbe dovuto fare? Prendere un piccola parte del budget di spesa marketing/promozione che ogni attività coinvolta nel territorio di interesse spende comunque in attività marketing tradizionale ed investirla nel circuito WEB, effettuando attività mirate ad intercettare quei turisti che amano l’archeologia e la storia romana, in particolare quella di Giulio Cesare, personaggio quanto meno famoso. Vi posso assicurare che se ne sarebbero attirati tanti e che la loro capacità di spesa avrebbe avuto un impatto sulle attività commerciali ben diverso rispetto al turista che scende a Rimini e che spende 30€ giorno pensione completa. Secondo voi questi signori cosa possono lasciare alle altre attività del territorio visitato?

Buon Marketing Culturale a tutti.

 

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